Presentata L'abisso di Coriolis, nuova imperdibile raccolta di Lukha B. Kremo

https://hyperhouse.wordpress.com/2014/03/28/neorepubblica-kaotica-di-torriglia-labisso-di-coriolis/
Come segnalato due giorni fa dal blog HyperHouse, venerdì scorso c'è stata a Fiuggi, nell'ambito della manifestazione Deepcon, la presentazione dell'antologia L’abisso di Coriolis, raccolta di brani del nostro editore Lukha B. Kremo. L'editore in questione è Hypnos, e la pubblicazione sarà in vendita a partire da domani 31 marzo.
In un remoto fiordo norvegese un pescatore viene sbranato dai pesci. A Gerusalemme durante la conquista della città da parte dei Crociati nessuno ricorda un’inconsueta apparizione. La dottoressa Zebria sta cercando di curare il cancro con l’aiuto di un fisico delle particelle. Alla Mecca, l’annuale festa del pellegrinaggio si trasforma in una strage di massa. Bizzarre variazioni magnetiche e gravitazionali sono solo la punta dell’iceberg di qualcosa di molto più grande, un’increspatura nello spazio-tempo, un passaggio che minaccia d’inghiottire l’umanità come dal buco di un lavandino che si affaccia sull’abisso, l’abisso di Coriolis.
La storia si dipana in tre episodi tra i quali sono inserite le migliori storie raccontate da Lukha B. Kremo. Tredici racconti (dal 1999 al 2013) scelti tra i migliori di Lukha B. Kremo (due volte finalista al premio Urania), in cui s’indagano le ripercussioni più inquietanti della scienza e della tecnologia. Tra questi, Il gatto di Schrödinger, che nel dicembre 2011 ha raggiunto la prima posizione assoluta di vendite nella classifica generale Amazon e il funambolico Labyrinthus, un sentito omaggio a uno dei padri della fantascienza italiana, Lino Aldani.

Usi e costumi del grifone, uno stupendo racconto di Robert Sheckley


Pubblicato per la prima volta nella raccolta Microfantascienza: altre 44 storie, oggi vi proponiamo un bellissimo racconto del genio della fantascienza Robert Sheckley.
Sempre in ambito di letteratura, vi segnaliamo inoltre l'ormai importante Premio Kipple 2014 per romanziQui troverete il bando!
Buona lettura!


USI E COSTUMI DEL GRIFONE
di Robert Sheckley

Treggis si sentì notevolmente sollevato quando il proprietario della vecchia libreria si allontanò verso la porta per accudire a un altro cliente. Dopo tutto, era esasperante avere costantemente dietro le spalle un vecchio untuoso, occhialuto, servile, che sbircia le pagine che state sfogliando, indica ora qua ora là con un sudicio dito nodoso, spolvera ossequiosamente sotto il vostro naso gli scaffali con un fazzoletto chiazzato di nicotina. Per non parlare del vivo fastidio di dover prestare ascolto alle sue invadenti,
chiocce reminiscenze.
Indubbiamente era animato da buone intenzioni, ma c’è un limite a tutto. E uno non poteva far altro che sorridere cortesemente, sperando che il campanello sulla porta squillasse – come aveva appunto appena fatto.
Treggis si diresse verso il fondo del negozio, sperando che quell’ometto disgustoso non si mettesse sulle sue tracce. Oltrepassò una cinquantina di titoli greci, quindi la sezione dei testi di divulgazione scientifica. Poi, in uno strano guazzabuglio di titoli e autori, superò Edgar Rice Burroughs, Anthony Trollope, i volumi della Società Teosofica e i poemi di
Longfellow. Quanto più avanzava verso il retro, tanto più spessa diventava la polvere; quanto più fioca si faceva la luce delle lampadine nude sospese lungo lo stretto corridoio, tanto più alte divenivano le pile di libri muffiti e malconci.
Era veramente un posto splendido c, accidenti, Treggis non riusciva proprio a capacitarsi di esserselo lasciato scappare finora. I vecchi negozi di libri usati erano l’unico piacere della sua giovane vita. Trascorreva là dentro tutte le sue ore libere, girellando felice tra gli scaffali.
Naturalmente, era interessato solo a certi tipi di libri.Alla fine dei lunghi scaffali si diramavano altri tre corridoi, formando angoli assurdi. Treggis imboccò quello centrale, riflettendo che la libreria non gli era sembrata così vasta dall’esterno. Solo una porticina
seminascosta tra due edifici, con una vecchia insegna dipinta a mano sul pannello superiore. Ma queste vecchie botteghe, del reste, sono piene di sorprese, e si prolungano spesso per quasi mezzo isolato in profondità.

400 volte grazie!


Questo breve post è per tutti voi, cari amici. Vogliamo ringraziarvi di cuore per l'entusiasmo e l'affetto con cui ci seguite, giorno dopo giorno, nella nostra impegnativa ma - grazie a voi - sempre più appagante attività editoriale. Il vostro supporto e sostegno cresce di pari passo con il vostro numero: la pagina FaceBook di Kipple Officina Libraria ha infatti raggiunto il traguardo dei 400 fan! Al di là delle cifre, è questo un segno più che tangibile della vostra presenza, che ci onora e rafforza nei nostri intenti.
Ad maiora!

60 consigli su come scrivere fantascienza e fantasy secondo Lisa Tuttle

Tratti dal manuale Writing Fantasy and Science Fiction di Lisa Tuttle, autrice di origini americane di successo, e già presentati sul blog Il Sociopatico, quelli che seguono sono 60 consigli su come scrivere racconti e romanzi di genere fantastico, alcuni dei quali potrebbero essere utili agli scrittori in erba (e non solo). In coda all'articolo troverete inoltre una lista di consigli dei più grandi autori del fantastico.
Sempre in ambito di letteratura, vi segnaliamo inoltre l'ormai importante Premio Kipple 2014 per romanziQui troverete il bando! 
Buona lettura!

1. Leggere il genere che si vuole scrivere. E non solo i classici, anche e soprattutto le ultime uscite.
2. Non aspettarsi grandi ricompense economiche.
3. Non è generalmente una buona pratica mischiare in una storia fantasy e fantascienza.
4. Se il genere del tuo libro non rientra nel catalogo di nessun editore, non sbatterci la testa e aspetta, che tanto i trend letterari cambiano ogni dieci minuti.
5. La lunghezza mediamente accettata dal mercato editoriale per un romanzo fantascientifico va dalle 60.000 alle 150.000 parole. Per un romanzo fantasy si va dalle 100.000 alle 300.000.
6. Ciò detto, agli editori non piace pubblicare libri di mille pagine, a meno che non siano “l’ultimo romanzo di…”.
7. Ogni romanzo di una serie deve essere una lettura soddisfacente in sé. Non è necessario che sia autoconclusivo, ma non deve nemmeno sembrare monco.
8. Il sequel non deve dare per scontato ciò che è successo prima, e deve essere approcciabile anche da nuovi lettori.
9. Non c’è niente di male a usare un archetipo di tanto in tanto.
10. Parti dal personale. Scrivi ciò che per te è importante e non ciò che “dovresti” scrivere.
11. Il fantasy/sci-fi di successo è famigliare a sufficienza dal non deludere le aspettative del pubblico, e innovativo a sufficienza da risultare sorprendente.
12. Annotare idee, curiosità, citazioni può essere utile per trovare spunti da cui far nascere una storia.
13. Leggi di tutto, anche al di fuori dal genere che scrivi, anche non fiction, inclusi articoli di giornali e di riviste.
14. Scrivi tutti i giorni.
15. È utile avere sempre un work in progress.
16. Scrivi anche delle schifezze, per esercitarti.
17. Un’idea brillante non sostituisce uno stile scadente o una trama debole.
18. Non c’è bisogno di spiegare perché l’ambientazione di una storia è strutturata in un certo modo, fintanto che è credibile.
19. Fare ricerca prima di scrivere ha il beneficio di arricchire le idee che già si hanno e di crearne di nuove.
20. Non è consigliabile includere mappe, appendici e glossari quando si invia il manoscritto a un agente o editore.
21. L’autore deve conoscere nel dettaglio il mondo in cui è ambientata la sua storia, il lettore non per forza.
22. La descrizione va integrata nell’azione.
23. Pochi vividi dettagli a volte sono meglio di lunghe ed elaborate descrizioni.
24. Con POV a focalizzazione interna, inserire dettagli sull’ambientazione senza fornirne una spiegazione può risultare affascinante.
25. A volte, raccontare è meglio di mostrare.
26. È necessaria almeno un po’ di pianificazione prima di mettersi a scrivere.
27. L’attenzione del lettore va catturata dalla prima pagina, e a volte un sussurro è più efficace di un grido.
28. Le complicazioni della trama dovrebbero risultare dalle azioni dei personaggi, non da coincidenze.
29. L’onestà con il lettore prima di tutto, anche nel plot. Un elemento importante per la storia deve essere consistente con l’ambientazione, non saltare fuori dal niente.
30. Evitare come la pesta un plot che si complica perché il protagonista agisce da idiota.
31. Il tema di una storia deriva dalla storia stessa, non viceversa.
32. Il lieto fine piace sia al pubblico che agli editori.
33. Evitare, se possibile, la risoluzione tramite deus ex machina. Oppure usarla con cautela, e sempre avendo cura di essere onesti col lettore.
34. Evitare di narrare usando la seconda persona. La cara vecchia narrazione in prima o terza persona è preferibile.
35. La prima persona è piuttosto indicata per mantenere una storia ambigua.
36. Ci vuole una storia piuttosto forte per sostenere un narratore esterno non onnisciente, perché è difficile per il lettore entrare in sintonia con personaggi di cui conosce le azioni ma non i pensieri.
37. Anche se il narratore onnisciente consente di farlo, cambiare il POV è da evitare all’interno di un singolo paragrafo o scena.
38. Segnalare sempre quando il POV cambia (di solito con un’interruzione del testo o un nuovo capitolo).
39. Passare dalla terza alla prima persona quando il POV è lo stesso è da evitare, a meno che non ci sia una ragione ben precisa.
40. I dialoghi devono suonare naturali, ma non devono essere una copia di come parla la gente nella vita quotidiana.
41. Leggere i nomi alieni o fantasy di personaggi/luoghi ad alta voce per accertarsi che non suonino ridicoli.
42. Basare i propri nomi su un particolare linguaggio aumenta il livello di consistenza dell’ambientazione.
43. Gli apostrofi non sono decorativi. Nei nomi vanno usati se e dove servono.
44. Non c’è niente di male se il proprio stile richiama quello di un altro autore.
45. Prima stesura. Seconda stesura. Terza stesura. Inframmezzate da letture attente e critiche.
46. La revisione fatta al computer può imprigionare il testo, spingendo l’autore a cambiare solo poche cose anziché operare modifiche sostanziali.
47. Il foreshadowing aggiunge qualcosa in più a un’opera di fiction.
48. I suggerimenti dell’editor sono preziosi, ma non vanno sempre osservati religiosamente.
49. A un certo punto la storia è finita. Cinquemila revisioni non hanno senso.
50. L’unico modo per diventare scrittori migliori è scrivere con costanza e portare a termine quello che si comincia.
51. Il racconto breve è una storia di meno di 7500 parole, la novelletta conta dalle 7500 alle 17.500 parole, e la novella dalle 17.500 alle 40.000. Oltre le 40.000 è un romanzo, sotto le 1000 si chiama “short-short”.
52. Gran parte degli “scioccanti finali a sorpresa” ormai non è più né scioccante né a sorpresa.
53. Leggere antologie multiautore di ultima uscita per tenere d’occhio il livello della concorrenza e i trend del mercato editoriale.
54. Ai curatori di riviste USA piace la fantascienza, nella fattispecie l’hard sci-fi.
55. Negli USA è davvero possibile farsi le ossa (e guadagnare qualcosina) scrivendo racconti per magazine e riviste. Se poi il racconto è pubblicato da una rivista di pregio (ad esempio il New Yorker), i guadagni sono anche significativi.
56. Scrivere è un atto di comunicazioni. Una prima lettura da parte di un estraneo è tanto importante quanto la scrittura stessa.
57. Il beta reader ideale è preparato, critico e simpatetico quanto basta per giudicare l’opera e non l’autore.
58. È sempre una buona idea andare alle convention o alle fiere letterarie. E socializzare.
59. A parecchi editori piacciono le lettere di accompagnamento, ma solo se sono semplici e succinte.
60. Quando si quota materiale coperto da copyright è sempre necessario citare la fonte, ed è consigliabile avvisare l’autore e/o l’editore del materiale quotato.
Curiosità bonus: lo sapevate da cosa deriva la funzione copia-incolla del word processor? Quando ancora gli scrittori battevano a macchina, in fase di seconda stesura, anziché riscrivere enormi tronconi di testo con le opportune revisioni, tagliavano e incollavano (con forbici e colla) il loro dattiloscritto eliminando il testo superfluo.

Gli altri consigli di scrittura:

Crollo Mortale, un fantastico racconto breve di J.G. Ballard

Già pubblicato dalla rivista letteraria trimestrale Sagarana, con la traduzione di Nausikaa Angelotti, quello che segue è un brevissimo racconto del grande autore di fantascienza J.G. Ballard intitolato Crollo Mortale. Un racconto che ci parla di uno dei monumenti più simbolici d'Italia: La Torre di Pisa, ovviamente con l'immaginazione e il sense of wander che ha sempre contraddistinto lo scrittore britannico. Sempre in ambito di letteratura, vi segnaliamo inoltre l'ormai importante Premio Kipple 2014 per romanziQui troverete il bando!
Buona lettura!

Crollo Mortale
di J.G. Ballard

Sono passati tre anni dal crollo della torre di Pisa, ma solo adesso riesco ad accettare il ruolo cruciale che rivestii nella distruzione di quell’eccezionale pezzo di storia. Più di venti turisti trovarono la morte mentre quelle migliaia di tonnellate di marmo perdevano la loro saldezza in aria e crollavano a terra. Tra loro, mia moglie Elaine, che era salita fino al livello più alto e stava guardando in basso verso di me quando la prima crepa visibile comparve alla base della torre. Mai tragedia e trionfo furono così intimamente intrecciati, come se la superbia di Elaine nello sfidare quei gradini logori e scivolosi fosse stata punita dalle forze invisibili che per così tanti secoli avevano sorretto quella massa sbilanciata di arte muraria.
Adesso mi accorgo che c’era un altro elemento quel giorno, farsesco. Un turista, che per caso si trovava sui gradini del Duomo aveva scattato una foto della torre nel preciso momento in cui la crepa raggiungeva il terzo piano e un pezzo di cornicione rivelatore iniziava la sua discesa verso terra. La fotografia, pubblicata infinite volte in tutto il mondo, ritrae chiaramente i quattro turisti sbigottiti dell’ultimo piano. Tre di loro si fanno indietro, poggiandosi sui talloni, le mani alzate ad afferrare il cielo, consci del fatto che l’antico campanile si è mosso sotto i loro piedi.
Elaine, lei sola, ha già conquistato il parapetto, e fissa il prato che la aspetta, quasi sessanta metri più in basso. Con una lente di ingrandimento, si può vedere che, fedele al suo carattere arguto e beffardo, Elaine non mostra quasi segno di preoccupazione. Il suo sguardo si è accorto del cornicione che precipita, e a me piace pensare che stia già progettando una causa contro il comune di Pisa per avere trascurato la sicurezza dei turisti, raccogliendo le prove da presentare a tempo debito ai suoi legali.
Più o meno dieci turisti, visibili ai piani inferiori, continuano a farsi strada, tondo tondo, tra i piani inclinati, barcamenandosi tra le sottili colonne mentre percorrono i trecento scalini fino al tetto. Un padre e la sua figlioletta salutano i turisti che stanno sotto, due marinai italiani in uniforme fanno i buffoni per le loro fidanzate, fingendo un attacco di vertigini, e una coppia di anziani si ferma a riposare, dopo avere raggiunto il primo piano, determinata a completare l’ascesa. Nessuno di loro vede il cornicione che precipita e la sottile cascata di polvere di malta.

Stefano Benni legge Kurt Vonnegut

Stefano Benni è uno dei maggiori scrittori umoristici e satirici italiani. Autore eclettico, con romanzi come Terra! non ha esitato ad abbracciare neppure la fantascienza. Nel seguente video Feltrinelli potrete ascoltare Benni leggere un estratto dal romanzo Ghiaccio-Nove di un gigante della fantascienza, Kurt Vonnegut, di cui abbiama parlato più volte su questo blog. In coda al post troverete anche i link di tutti gli articoli Kipple dedicati all'autore e saggista statunitense. Sempre in ambito di letteratura, vi segnaliamo inoltre l'ormai importante Premio Kipple 2014 per romanziQui troverete il bando!
Buona visione!



Altri articoli Kipple su Kurt Vonnegut:

Le origini dei robot e le loro ascendenze letterarie: il saggio di Sandro Pergameno

Il robot, l’uomo meccanico, preferibilmente dotato di due gambe e due braccia, con cellule fotoelettriche al posto degli occhi e un cervello elettronico, è sempre stato, fin dalla nascita delle prime riviste di fantascienza nei lontani anni venti, uno dei soggetti basilari di questa letteratura, pari per importanza ai viaggi spaziali e all’invasione dei mostri dagli occhi piatti. In realtà, l’idea del robot, dell’automa di metallo dalla forma umana, ha origini lontanissime nel passato.

Inizia così il saggio sulla storia dei robot e la fantascienza di Sandro Pergameno, che fra l'altro in passato ha già concesso una stupenda intervista a Kipple che potete trovare qui, che non solo ci illustra la storia dei robot nel contesto fantascientifico, ma indaga anche con scrupolosità nelle loro origini, andando indietro nel tempo addirittura fino all'Antico Egitto. Un saggio davvero ben scritto, ricchissimo di informazioni, che tutti gli amanti della fantascienza (e non solo) non possono perdersi.
È possibile leggere il saggio per intero sul numero 2 di Cronache di un Sole Lontano, scaricabile gratuitamente qui.
Buona lettura!


Robert Sheckley ci parla di filosofia e fantascienza

"Buon giorno signori, accomodatevi. Sistematevi su queste sedie rinascimentali dalle alte spalliere. Da esse si gode una ottima vista del giardino con i suoi fiori del male che stanno cominciando a fiorire. Posso versarvi un bicchiere di Chianti-Cola'09, una delle nostre migliori annate? Totò, il mio servitore androide, mi ha consegnato via Internet la lista delle vostre domande ed io sono certo che non avrete nulla da obiettare se le riordino secondo il mio capriccio."

È così che comincia il breve testo di Robert Sheckley, un testo filosofico in cui il noto scrittore statunitense di fantascienza ci illustra quella che è la sua percezione del processo di scrittura, cosa significa per lui creare legando assieme catene di parole. 
Segue il resto del testo, pubblicato originariamente su geagea.com, trimestrale di psicologia analitica e filosofia sperimentale a cura dell'Associazione GEA.

"Ironia a parte il mio lavoro è scrivere, e scrivere è la mia vita. La mia relazione con chiunque e qualsiasi cosa avviene attraverso la scrittura. Scrivere è la mia gloria e la mia pena. Scrivendo della mia filosofia della scrittura io scrivo della mia visione della filosofia in generale. Ma questa filosofia non è mai fissa, mai definitiva. Mentre continuo a vivere, essa continua a crescere. E non posso neppure chiamarla "filosofia dello scrivere".
E' solo il pensiero perennemente in formazione di un uomo che definisce se stesso attraverso il suo scrivere.
Jung è uno dei miei maestri. Ma Hillman tocca il mio cuore. C'è una lezione da imparare, non in ciò che egli dice - nonostante ciò sia importante _ ma in come egli lo dice. Questo è il tipo di cosa a cui io sono interessato in quanto scrittore. Hillman è brillante, classico nello stile, paradossale, senza paura di ripetere se stesso per raggiungere i suoi scopi. E' un precisionista del linguaggio, parlando di cose che per altri versi non ammettono precisione.
L'espressione è il cuore del mio bisogno. Esprimere una cosa significa esprimere me nella cosa che scrivo e riconoscermi nella cosa che ho appena descritto.
Interesse è ciò che inseguo quando la mia anima cerca di scrivere nel "sottomondo" hillmaniano. Non so cosa ad essa interessi, né come possa trovare un modo interessante di dirlo. Senza questo struggente interesse, non c'è nulla.
Scoprire cosa mi interessa, e come dirlo, è il costante progetto della mia vita. Più cambia e più rimane uguale a se stesso. E cambia sempre. Ho bisogno di una retorica sincronizzata sul mio interesse. Ho bisogno di una sintassi che abbandoni le vecchie regole, che trovi una sua via attraverso gli scivolosi pendii delle frasi. Il flusso non può venire codificato: è sempre una faccenda di nuovo vino in vecchie bottiglie.
Parlare con stranieri è un paradigma per comprendere molto con poche parole e minima sintassi. Nella fantascienza abbiamo nuove menti, asfissiate da una vecchia retorica, che cercano comunque di comunicare qualcosa.
Spesso noto che la via più corretta non è la strada migliore. La mia mente si strozza se io rispetto troppo le regole della sintassi e delle usanze. E' meglio abbandonare il formalismo, permettere una maggior percentuale di rumore nel segnale - trovare il mio equivalente personale allo "sbadiglio barbarico" di Walt Whitman.
Nel suo recente libro "Il posto dell'anima", Gary Zukav parla di spiriti guida che possono, a richiesta, venire in aiuto allo scrittore. Zukav è uno scrittore scientifico, ma questo verrebbe dai più dichiarato antiscientifico. Quali evidenze abbiamo circa la reale esistenza degli spiriti guida? Anche Jung però parlò di tale funzione, e Robert A. Johnson, uno psicologo junghiano americano, ha scritto un libro chiamato "Il Lavoro dentro", riguardo ai modi in cui contattare le "personalità che ci abitano". A questa dimensione Jung si riferiva quando parlava di "Immaginazione Attiva". In quanto scrittore, io ho bisogno di usare questa funzione. Ma non la chiamo con nessuno dei nomi esistenti, ciò mi farebbe sentire dogmatico. Per essa andrebbero trovati altri nomi, oppure nessun nome del tutto. Ho bisogno di una retorica espressiva.
Nell'introduzione della sua collezione seminariale "The Kandy Colored Tangerine-Flake Streamline Baby", Tom Wolfe descrisse come giunse a scrivere il pezzo con quel nome. Non riusciva a pensare ad una cosa da dire, né a trovare un modo per iniziare. Scrisse pagine di annotazioni. Infine spedì l'intero malloppo al suo editore. L'editore Esquire tolse la parola "saluti" e mise in scena il pezzo così com'era. Il pezzo è diventato un classico. Ma la lezione è stata imparata? Ho io imparato la lezione? Oggi, circa trent'anni dopo averlo letto per la prima volta, ho un'idea circa cosa accadesse a Wolfe.
Tirò fuori il crudo e scoprì che era cotto.
E Goethe, nei suoi anni maturi, era molto eccitato da ciò che chiamava l'intima trasformazione alla quale egli assisteva e che avveniva in lui. La seconda parte del Faust era il risultato di questa segreta trasformazione. La maggior parte delle persone la trova illeggibile. E' un monumento, ma a cosa? A me, mostrando a me, accennando a me cosa io debba fare. C'è un detto qui in America "Per un cavallo morto, un cenno o un ordine sono la stessa cosa". Questo è il tipo di messaggio di cui ho bisogno per continuare la mia personale e intima trasformazione.
Penso a me stesso come ad un avventuriero. Esco, giorno dopo giorno, alla ricerca di un elusivo qualcosa che non posso o non voglio definire, ma che diviene, con un po' di fortuna, un brano scritto. Per trovare questo finisco nel caos, ed il caos mi conduce alle "Sette Lezioni di Vita sul Caos" di Briggs and Peat's, un tentativo di trovare le lezioni sociali e psicologiche della Teoria della Complessità e della Teoria del Caos. Noto che gli stadi di avvicinamento al caos sono caratterizzati da depressione, mentre l'arrivo da entusiasmo. Noto che tutto produce su di me una forte attrazione come un focus vivente. Il lavoro dello scrittore, così come quello dell'universo stesso, si auto-organizza. Ma come è possibile utilizzare questa consapevolezza per la fantascienza?
Essa è il mio laboratorio. Ai suoi muri sono appesi vecchi dèi, frammenti di scritti di altre persone, i miei sogni e le mie intimazioni ed io vado là, risucchiato dal mistero e dal fascino del luogo. Pubblico i miei successi e talvolta pure i miei insuccessi.
Il momento di entusiasmo creativo inevitabilmente passa. Rimane un senso di mancanza. Dalla vita vibrante cado nella morte-in-vita del sottomondo di Hillman. Come le altre ombre là, muoio dalla sete di sangue, sangue vivente. Ogni tanto il mio spirito guida me ne porta una coppa piena. E allora facciamo una festicciola.
Ed allora scopro che per parlare in modo naturale, devo trovare un modo artificiale di parlare. Così la ricerca, istante per istante, di quell'artifizio che renda conto della propria natura interiore, diviene la ricerca di una vita. E' questo alla fine tutto ciò che mi interessa".

Malanima vola alto in classifica!


Malanima del nostro Alessandro Manzetti, a pochi giorni dalla sua uscita scala già la ripida classifica di Amazon: stamattina aveva toccato la posizione n. 17 nel comparto ebook e la n. 23 nella classifica globale dei libri. Risultati, come si vede, di tutto rispetto, dei quali non possiamo che ringraziare i nostri affezionati lettori. Ma siamo certi che la corsa della nerissima opera di Alessandro sia solo agli inizi e che raggiungerà presto traguardi ancora più prestigiosi.

I consigli di scrittura di 9 grandissimi autori

Raccolti originariamente dal quotidiano britannico di prestigio The Guardian in un articolo intitolato Rules for Writers, poi ripreso da My Social Web, quelli che seguono sono nove consigli di scrittura che ci vengono direttamente dalle penne di altrettanti grandissimi autori, fra cui appare anche il nome di Margaret Atwood, grandissima scrittrice di fantascienza. Chi non si accontenta, in coda al post troverà anche una lista di scrittori con i loro consigli su come scrivere meglio.
Sempre in ambito di letteratura, vi segnaliamo inoltre l'ormai importante Premio Kipple 2014 per romanziQui troverete il bando!
Buona lettura!

  • Non impantanarti nelle descrizioni – Evita di entrare nel dettaglio quando descrivi luoghi o cose, a meno che non desideri portare il flusso della storia a un punto morto (Elmore Leonard).
  • Alta voce – Hai finito la prima stesura di un lavoro? Leggilo ad alta voce e fai attenzione al risultato (Michael Morpurgo).
  • Esplora ciò che ami – Dimentica la regola “scrivi ciò che sai”. Cerca una zona sconosciuta dell’esperienza che può migliorare la comprensione del mondo. E affrontala (Rose Tremain).
  • Less is more – Taglia quello che non serve. A volte inizi il secondo capitolo di un libro e pensi: “è qui che dovrebbe iniziare”. Una quantità enorme di informazioni può essere riassunta attraverso un piccolo dettaglio (Sarah Waters).
  • Leggere come un nemico – Prova a leggere il tuo lavoro come un estraneo o, meglio ancora, come un nemico (Zadie Smith).
  • Questione di memoria – Porta sempre con te un notebook. La memoria a breve termine conserva le informazioni solo per tre minuti, per questo hai bisogno di un aiuto per fissare le idee (Will Self).
  • Il libro che ami – Scrivi il libro che desideri leggere. Se non lo vuoi leggere tu, perché dovrebbe farlo un altro individuo? (Hilary Mantel).
  • Ci sei anche tu - Dedica un paio di minuto al giorno alla tua biografia – “Divide il suo tempo tra Kabul e Terra del Fuoco”, bello vero? - ma poi torna a lavorare (Roddy Doyle).
  • Tieni duro – Se ti sei perso nella trama, se hai incontrato il blocco dello scrittore, ritorna al punto in cui le cose sono andate male. Poi prendi un’altra strada. Cambia una persona. Modifica il tempo. Cambia l’apertura (Margaret Atwood).

Gli altri consigli di scrittura:

Concorso di poesia Ossi di Seppia

E' con orgoglio che vogliamo segnalare questa bella notizia: Ksenja Laginja, parte integrante della redazione Kipple, è stata decretata finalista dalla giuria del prestigioso Premio Ossi di Seppia, giunto ormai alla ventesima edizione, Premio dedicato esclusivamente alla poesia.
Desideriamo complimentarci con Ksenja per il bel risultato raggiunto, augurandole traguardi ancora più prestigiosi, alla sua portata.

Esce il BookTrailer di Malanima, di Alessandro Manzetti

La settimana scorsa abbiamo dato la news dell'uscita sul mercato di Malanima, di Alessandro Manzetti, opera prima del direttore editoriale della casa editrice Mezzotints Ebook.
Dieci storie crudeli e disturbanti di sesso noir, di visioni mistiche che urlano e si materializzano nella coscienza con un senso di sovrannaturale e magico, piccoli demoni che aleggiano e stravolgono la vita dei personaggi dall’anima malata. La prefazione è del maestro Sergio "Alan D." Altieri.
Oggi segnaliamo quindi la realizzazione, da parte dell'artista Ksenja Laginja, del BookTrailer di Malanima, visibile qui sotto:


Vi ricordiamo inoltre che Malanima è un eBook senza DRM offerto da Kipple, come sempre, in doppio formato epub e mobi, al prezzo eccezionale di 1.99€. Acquistabile anche qui.

Si desidera ringraziare Ams Antimediascrambler, autore del sound: http://m.soundcloud.com/antimediascrambler

I divertenti (e profondi) aforismi di Daniel Pennac

Daniel Pennac, grande autore francese, ha l'indiscussa capacità di intrattenere il lettore divertendolo, ma al contempo offrendo riflessioni profonde sull'esistenza. Oggi vi proponiamo alcune delle sue frasi più celebri. Buona lettura!

  • Il tempo per leggere è sempre tempo rubato. (Come il tempo per scrivere, d'altronde, o il tempo per amare.) Rubato a cosa? Diciamo, al dovere di vivere. (Come un romanzo)
  • Il tempo per leggere, come il  per amare, dilata il tempo per vivere. (Come un romanzo)
  • L'uomo costruisce case perché è vivo, ma scrive libri perché si sa mortale. Vive in gruppo perché è gregario, ma legge perché si sa solo. (Come un romanzo)
  • E sopratutto, leggiamo contro la morte. (Come un romanzo)
  • La nascita della delinquenza è l'investimento segreto nella furbizia di tutte le facoltà dell'intelligenza. (Diario di scuola)
  • Nel deserto il tentatore non è il diavolo, è il deserto stesso: tentazione naturale di tutti gli abbandoni. (Diario di scuola)
  • Statisticamente tutto si spiega, personalmente tutto si complica.  (Diario di scuola)
  • Siccome nessuno reagisce, il Piccolo si avvicina a me e Stojilkovicz. "È vero, zio Stojil, ho visto una fata che ha trasformato un tizio in fiore." "Meglio così che il contrario," risponde Stojil senza togliere gli occhi dalla scacchiera. "Perché?" "Perché il giorno in cui le fate trasformeranno i fiori in tizi, la campagna diventerà infrequentabile." (La fata carabina)
  • Se Dio esiste, spero che abbia una scusa valida. (La fata carabina)
  • Ma così è la vita: se incontri un essere umano nella folla, seguilo... seguilo.  (La fata carabina)
  • "Anch'io ti voglio. Come porta-aerei, Benjamin. Vuoi essere la mia porta-aerei? Verrò a posarmi di tanto in tanto, per rifare il pieno di sensazioni." Posati bellezza, e vola via quando vuoi. Io da questo momento navigo nelle tue acque. (Il paradiso degli orchi)
  • Si immagini da qualche parte in un romanzo, questo la aiuterà a lottare contro la paura. (Il paradiso degli orchi)
Gli altri aforismi di Kipple:

Diana Lama recensisce Malanima, di Alessandro Manzetti

http://www.kipple.it/index.php?route=product/product&product_id=311
Arrivano già le prime impressioni a Malanima, di Alessandro Manzetti, uscito due giorni fa (il 28 febbraio) per Kipple Officina Libraria nella neocollana K_Noir. Apre le danze la scrittrice noir Diana Lama, che dopo aver divorato i racconti di Alessandro contenuti nella raccolta ha vergato la recensione sottostante. Vi ricordiamo che Malanima è disponibile in eBook senza DRM, in formato sia ePub che Mobi, anche sul market Kipple al prezzo di 1.99€.

“Malanima” di Alessandro Manzetti è un’esplosione di fantasia e di parole avvolte nella magica rete di un immaginario orrorifico che va oltre le parole stesse, le visioni e le supposizioni. È un’immersione in una realtà alterata in cui tutto e il contrario di tutto è possibile, l’innocenza spietata dell’amante di bimbi ballerini in un campo di pomodori, la fame oscura di una Mietitrice sempre pronta a divorare e rigenerarsi, la tradizione familiare della cura di un essere mostruoso che vive in agguato famelico nelle viscere di casa propria, l’amore malato del collezionista di una marmellata di odore di donna, troppo amata e conservata sottoterra. Questi e altri mostri creati dalla mente e dal cuore, a volte patetici, altre solo orridamente spaventosi, si susseguono in un continuo sfamarsi l’uno dell’altro, in un alternarsi di ruoli, da preda a cacciatore, da divoratore a divorato, da mostruosità a vergognosa consapevolezza di non essere del tutto umano.
Alessandro Manzetti si evolve da scopritore di talenti nel vasto campo dell’horror e del fantastico a creatore egli stesso di un incubo avvolgente ed esteticamente impeccabile di storie nerissime che rimbalzano in un’altalena angosciante da un baratro all’altro di grottesca, sapida, crudele e innocentissima disumana e mostruosa umanità.
“Malanima” si legge tutto di un fiato, ma non si dimentica, rimane a lungo come un sogno disturbante e ipnotico, annidato nel fondo del cervello, come un grumo di luce pulsante di inquietudine, la speranza che non sia proprio così, e il dubbio, che quello che si aggira appena oltre il confine della normalità, sia già qui, sia già presente, stia già accadendo.

I 10 divertentissimi consigli per scrivere bene di Margaret Atwood

Margaret Atwood, vincitrice del premio Arthur C. Clarke, è fra le scrittrici di fantascienza più prolifiche e impegnate del panorama della narrativa fantastica. I suoi romanzi contengono spesso temi ambientalisti e femministi. Oggi vi presentiamo i suoi 10 consigli per scrivere meglio. Buona lettura!

1. Porta una matita per scrivere in aereo. Le penne perdono inchiostro, ma se la matita si rompe, non puoi temperarla in volo perché non puoi portare coltelli. Quindi: porta due matite. 
2. Se entrambe le matite si rompono, puoi dargli una sommaria temperata con una limetta per le unghie di metallo o di vetro. 
3 Porta qualcosa su cui scrivere. La carta va bene. In situazioni di emergenza un pezzo di legno o il tuo braccio andranno bene lo stesso.
4. Se usi un computer, salva sempre per precauzione su una memoria esterna. 
5 Fai esercizi per la schiena. Il dolore è fonte di distrazione.
6. Mantieni l’attenzione del lettore (è più probabile che funzioni se riesci a mantenere la tua). Non sapendo chi sia il lettore, sarà come colpire un pesce al buio con una fionda. Quello che affascina A annoierà a morte B. 
7. Probabilmente avrai bisogno di un dizionario dei sinonimi, di una grammatica di base e di una dose di realtà. Quest’ultima cosa significa: non si mangia gratis. Scrivere è un lavoro. È anche una scommessa. Non avrai una pensione. Gli altri ti possono aiutare un po’, ma essenzialmente te la devi cavare da solo. Nessuno ti obbliga a farlo: tu l’hai scelto, quindi non lamentarti. 
8. Non sarai mai in grado di leggere il tuo libro con l’innocente trepidazione che avresti leggendo la prima deliziosa pagina di un libro nuovo, perché l’hai scritto tu. Sei stato dietro le quinte. Hai visto come venivano infilati i conigli nel cappello. Quindi chiedi a un amico lettore o due di dargli un’occhiata prima di darlo a qualcuno dell’ambiente editoriale. Questo amico non dovrebbe essere qualcuno con cui hai una storia, a meno che tu non voglia troncarla. 
9. Non sederti in mezzo ai boschi. Se ti sei perso nella trama o ti sei bloccato, torna sui tuoi passi finché non hai trovato l’errore. Poi prendi l’altra strada. E/o cambia voce narrante. Cambia i tempi verbali. Cambia la pagina iniziale. 
10. La preghiera potrebbe funzionare. O la lettura di qualcos’altro. O una costante visualizzazione del Santo Graal che è la versione finita e pubblicata del tuo splendido libro. 

Gli altri consigli di scrittura:

Ieri 29 febbraio 2014 è uscito Prognosis, il nuovo DVD Krell

Come detto nel post precedente, ieri 29 febbraio è uscito il nuovo DVD di Krell. Ora è disponibile il link da cui ordinare, dal sito Kipple, il package completo dell'opera. 9 euro il costo, musica + immagini.

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