L'uomo volante, il cortometraggio di Marcus Alqueres

L'uomo volante (The Flying Man) è un cortometraggio realizzato dal regista brasiliano Marcus Alqueres. In veste di esperto di effetti speciali, ha contribuito a produzioni di block-busters come 300, Source Code Rise of The Planet of The Apes (L'alba del pianeta delle scimmie).
Con questo cortometraggio, Alqueres fa mostra della sua abilità con gli effetti speciali così come del suo talento di regista
Siamo tutti abituati a supereroi capaci di imprese impossibili. Ma cosa accade quando lo stesso supereroe sembra comportarsi da cattivo?
Segue l'ottimo cortometraggio:


Kipple intervista Dario Tonani e Claudia Graziani: Buona e cattiva fantascienza, scrivere a quattro mani e le nuove tecnologie


Oggi Kipple ha il piacere di intervistare Dario Tonani, autore di successo che in passato ha già rilasciato una stupenda intervista su questo blog, e Claudia Graziani, coautrice insieme a Dario del racconto fantascientifico Incroci, pubblicato sul numero 6 della rivista Altrisogni.

Ciao Dario e Claudia, è un vero piacere (e anche un onore) avervi ospiti qui! Che ne direste, prima di tutto, di parlarci un po' del vostro racconto Incroci?

Grazie dell’accoglienza, il piacere è nostro! Prima di tutto, per chi non avesse ancora letto il racconto, segnaliamo un'intervista fatta sul blog di Altrisogni in cui ne parliamo, che potete trovare qui. L'idea del racconto nasce chiacchierando di tutt’altro, come spesso accade quando si scrive una storia. La città di Acrosia, seppure con un altro nome, esiste davvero e i suoi abitanti - schivi e diffidenti con chi viene da fuori - ricordano da vicino quelli del racconto. Vogliamo poi aggiungere che con la pioggia si ammanta di un’atmosfera particolare? Una città misteriosa, incantata, raccontarla è stato un processo spontaneo e naturale, tanto che non escludiamo di ritornarci con un possibile sequel. Il deus ex machina del racconto sono i Signori della Pioggia, misteriose “entità” che regolano dall’alto tutte le attività di Acrosia tenendo sotto stretta osservazione ogni suo singolo abitante. Gli incroci sono l’unico luogo della città deputato alla socializzazione, il solo dove sia possibile guardare negli occhi il proprio interlocutore. Si riuscirà ad aggirare il ferreo sistema di controllo panottico dei Signori della Pioggia? Sonia e Mirko, i protagonisti del racconto, ci proveranno con tutta la forza del loro amore.

Quali sono stati gli aspetti più difficili della collaborazione e quali invece i momenti più belli?

Non c’è un metodo preciso per scrivere a più mani, ve ne sono diversi, tutti validi. L’importante, semmai, è che gli autori siano disposti a “sincronizzare” le proprie individualità , e lo facciano con umiltà e complicità. La “sintonia” è un gioco di equilibri, ognuno deve rimanere se stesso, pur lasciando ampio spazio di manovra all’altro, senza barriere a frapporsi. Nel caso di Incroci, l'abbattimento di queste barriere è stato un fatto automatico, infatti volevamo entrambi raccontare la storia sostanzialmente nello stesso modo. E questo non era affatto scontato. La parte più laboriosa è stata l'editing, perché abitiamo lontano (Milano e Napoli), ma ce la siamo cavata. E quello che rimane a entrambi di questa esperienza è un bellissimo ricordo di collaborazione e disponibilità reciproca. Un piccolo incantesimo, insomma. Momenti difficili? Non per noi, ma per le nostre bollette telefoniche.

Quali consigli dareste a due autori che per la prima volta provano a scrivere un racconto a quattro mani?

Tra due autori che lavorano insieme, prima ancora che una storia condivisa ci deve essere un sentire comune. E per “sentire” intendo un bouquet di elementi che partono dal comprendersi “a pelle”. Se questo non c’è, si può anche provare a collaborare insieme, ma il risultato potrebbe non essere quello sperato… Quindi, consiglio: scegliere bene il compagno.

Senza dubbio, le nuove tecnologie come internet facilitano immensamente la comunicazione e di conseguenza anche le possibilità per gli autori di collaborare a distanza. Ma non solo: la nascita di riviste come Cronache di un Sole Lontano mostra che qualcosa di sta in effetti muovendo anche nel panorama nostrano. Credete che questa maggiore facilità di comunicazione possa aiutare il mondo della fantascienza italiana a rimettersi in piedi?

I social network, i forum, i webmagazine sono un nirvana per socializzare, condividere, incontrarsi e far circolare la passione. Anche noi, ovviamente, abbiamo beneficiato del web per portare a termine il nostro Incroci, poiché viviamo in città distanti oltre 700 km. Riviste digitali come “Fantascienza.com”, “Delos” e “Cronache di un Sole Lontano’’ sono ottimi avamposti virtuali per appassionati e professionisti del settore. In Italia spesso la piazza fantascientifica tende a lasciarsi andare a qualche polemica di troppo; è un segno di vitalità, certo, ma anche - crediamo - di divisione. E invece dovremmo tutti unire le forze e spingere verso l’obiettivo comune di sostenere le nostre italiche penne, a beneficio di tutta la fantascienza, nostrana e non. È indubbio che siano in atto grossi cambiamenti, di cui la contrazione dei lettori è solo un aspetto, sebbene il più eclatante. Proviamo a guardare per una volta anche il bicchiere mezzo pieno: gli scrittori italiani stanno cominciando a raccogliere frutti anche all’estero (Masali, Verso, Chillemi, Agnoloni, Tonani). Se la fantascienza italiana saprà costruirsi dei “puntelli” in casa, è probabile che tutto lo scaffale - ora abbastanza carente - saprà trarne beneficio. La fantascienza è viva, respira, ed è tra noi. Dovremmo solo prenderne consapevolezza con uno spirito un po’ meno disfattista.

A vostro parere, cosa differenzia la buona dalla cattiva fantascienza?

La fantascienza cattiva annoia, irrita, indispone, quella buona fa sognare. Se non fa sognare o non fa sognare più, è segno che bisogna cambiare qualcosa. Le nuove generazioni di autori lo stanno già facendo. E con ottimi risultati.

Vi andrebbe di parlarci dei vostri progetti futuri?

Claudia: No, porta sfiga. Posso solo dire che torneremo nei paraggi di Acrosia e di Incroci, non sappiamo quando. Dario: prendendo un’immagine dal racconto, direi semaforo rosso! Non mi arrischio a rispondere, dopo quello che ha detto Claudia! Insomma, stay tuned!

Vi ringraziamo molto per l'intervista e vi facciamo un grossissimo in bocca al lupo per i vostri progetti futuri!

Claudia e Dario: Grazie, CREPI!

Le altre interviste Kipple:

Rewind 2013


In un anno, il 2013, che sarà ricordato come l'Annus horribilis per tutta l'editoria, noi di Kipple Officina Libraria nonostante tutte le avversità ci siamo difesi bene. Diversi titoli hanno infatti conquistato le fasce alte delle classifiche di vendita sui vari store on line. 

In particolare, tra i vari bestseller, ci piace ricordare il formidabile exploit del romanzo Trans-Human Express del nostro Lukha B. Kremo. Un successo che non è solo di vendite, ma - aspetto questo che un po' ci inorgoglisce, concedetecelo - anche di grande apprezzamento da parte della "vera" critica, quella dei lettori.

I divertentissimi aforismi di Douglas Adams

Una ramificazione della fantascienza che viene spesso ignorata è senza dubbio quella umoristica. Grazie sopratutto al suo capolavoro Guida galattica per gli autostoppisti, Douglas Adams è stato capace di affermarsi come massimo esponente della fantascienza umoristica. Le sue battute paradossali sono capaci di divertire e, in alcuni casi, anche di far riflettere il lettore.
Dopo gli aforismi di Philip K. Dick che vi abbiamo illustrato la settimana scorsa, oggi vi proponiamo invece alcune delle frasi più interessanti (e divertenti) dell'autore e sceneggiatore britannico.
Rimanendo sempre in tema di scrittura, vi segnaliamo inoltre l'importante Premio Kipple 2014 per romanzi di genere fantastico. Trovate il bando qui.
Buona lettura!

  • "Ora, è così bizzarramente improbabile che una cosa straordinariamente utile come il pesce Babele si sia evoluta per puro caso, che alcuni pensatori sono arrivati a vedere in ciò la prova finale e lampante della non-esistenza di Dio. "Le loro argomentazioni seguono pressapoco questo schema: 'Mi rifiuto di dimostrare che esisto' dice Dio 'perché la dimostrazione è una negazione della fede, e senza fede io non sono niente'. "Ma' dice l'uomo 'il pesce Babele è una chiara dimostrazione involontaria della Tua esistenza, no? Non avrebbe mai potuto evolversi per puro caso. Esso dimostra che Tu esisti, e dunque, grazie a questa dimostrazione, Tu, per via di quanto Tu stesso asserisci a proposito delle dimostrazioni, non esisti. Q.E.D. Quod Erat Demonstrandum.' "'Povero me!' dice Dio. 'Non ci avevo pensato!' e sparisce immediatamente in una nuvoletta di logica. (La guida galattica per gli autostoppisti)
  • "La storia di tutte le maggiori civiltà galattiche tende ad attraversare tre fasi distinte ben riconoscibili, ovvero le fasi della Sopravvivenza, della Riflessione e della Decadenza, altrimenti dette fasi del Come, del Perché e del Dove. La prima fase, per esempio, è caratterizzata dalla domanda 'Come facciamo a procurarci da mangiare?', la seconda dalla domanda 'Perché mangiamo?' e la terza dalla domanda 'In quale ristorante pranziamo oggi?". (La guida galattica per gli autostoppisti)
  • C'è una teoria che afferma che, se qualcuno scopre esattamente qual è lo scopo dell'universo e perché è qui, esso scomparirà istantaneamente e sarà sostituito da qualcosa di ancora più bizzarro ed inesplicabile. C'è un'altra teoria che dimostra che ciò è già avvenuto. (La guida galattica per gli autostoppisti)
  • A chiunque sia capace di farsi eleggere Presidente non dovrebbe essere permesso di assumere l'incarico. (La guida galattica per gli autostoppisti)
  • Questo pianeta ha –– o piuttosto aveva –– un problema, che era questo: la maggior parte della gente che ci vive era scontenta per la maggior parte del tempo. Furono suggerite molte soluzioni per questo problema, ma gran parte di esse erano basate sui movimenti di piccoli pezzi verdi di carta, il che è bizzarro, dato che, tutto considerato, non erano i piccoli pezzi verdi di carta ad essere scontenti. (La guida galattica per gli autostoppisti)
  • Di me stesso so solo quel tanto che riesco a capire nelle mie attuali condizioni mentali. E le mie attuali condizioni mentali non sono buone.  (La guida galattica per gli autostoppisti)
  • La Guida Galattica è infallibile. È la realtà, spesso, ad essere inesatta. (Ristorante al termine dell'universo)
  • "Quarantadue!" urlò Loonquawl. "Questo è tutto ciò che sai dire dopo un lavoro di sette milioni e mezzo di anni?" "Ho controllato molto approfonditamente," disse il computer, "e questa è sicuramente la risposta. Ad essere sinceri, penso che il problema sia che voi non abbiate mai saputo veramente qual è la domanda." (La vita, l'universo e tutto quanto)
  • Quella ragazza è una delle forme di vita organica meno ottusamente inintelligenti che abbia mai avuto il dispiacere di non riuscire a evitare di conoscere. (La vita, l'universo e tutto quanto)
  • "Qualunque cosa accadde, accadde." "Qualunque cosa che, accadendo, ne fa accadere un'altra, ne fa accadere un'altra." "Qualunque cosa che, accadendo, induce se stessa a riaccadere, riaccade." "Però non è detto che lo faccia in ordine cronologico." (Praticamente innocuo)
  • Tutti, nella vita, hanno qualche grande occasione. Se vi capita di perdervi quella che vi sta a cuore, tutte le altre cose nella vostra esistenza diventeranno sinistramente facili. (Praticamente innocuo)

Gli aforismi di Philip K. Dick

"La realtà è quella cosa che quando smetti di crederci non svanisce." Questo è forse l'aforisma più famoso di Philip K. Dick. Ma non è la sola frase dell'autore californiano che invita a una profonda riflessione sulla natura della realtà, sull'identità e sulle relazioni interpersonali. Dopo avervi mostrato lo stupendo fumetto firmato Robert Crumb che narra le esperienze religiose di Philip K. Dick, oggi vi presentiamo una serie di aforismi dello scrittore statunitese che valgono di sicuro la pena di essere letti con attenzione.

  • "In questa vita ci mostrano soltanto i trailer." (Un oscuro scrutatore)
  • "Io sono un occhio." (Un oscuro scrutatore)
  • "Lo strumento fondamentale per la manipolazione della realtà è la manipolazione delle parole. Se puoi controllare il significato delle parole, puoi controllare le persone che devono usare le parole."  (The basic tool for the manipulation of reality is the manipulation of words. If you can control the meaning of words, you can control the people who must use the words. (How To Build A Universe That Doesn't Fall Apart Two Days Later, 1978)
  • "Mi dispiace dirlo ma gli scrittori di fantascienza non sanno nulla. Noi non possiamo parlare di scienza perché le nostre conoscenze al riguardo sono limitate e non ufficiali, e solitamente la nostra finzione è terribile." (Intervista)
  • "La verità diverte sempre gli ignoranti." (Noi marziani)
  • L'universo non avrà mai fine, perché proprio quando sembra che l'oscurità abbia distrutto ogni cosa, e appare davvero trascendente, i nuovi semi della luce rinascono dall'abisso. (La svastica sul sole)
  • Perché non rilassarsi un po'? Magari una passeggiata in macchina fino al Golden Gate Park, con lo zoo e i pesci? Fare una visita dove le cose che non possono pensare provano comunque gioia. (La svastica sul sole)
  • "Volevo solo dirti una cosa. Due, al massimo. Primo, che lui, sai di chi parlo, esiste davvero, c'è davvero. Anche se non come l'abbiamo pensato e ne abbiamo fatto esperienza finora... o come riusciremo mai a farlo. E secondo... non può aiutarci più di tanto. Forse un po'. Ma se ne sta a mani vuote; capisce, vuole aiutare. Ci prova, ma... non è così semplice, tutto lì. Non mi chiedere perché. Forse non lo sa nemmeno lui. Forse è perplesso anche lui. Persino dopo tutto il tempo che ha avuto per pensarci su." (Le tre stimmate di Palmer Eldritch)
  • "A suo giudizio la persona completa non si chiude nel proprio lavoro, per quanto quel lavoro possa essere elevato. Un calzolaio che si consideri solo qualcuno che ripara scarpe si limita in maniera perversa; quindi, in base a quella logica, un vescovo deve addentrarsi nelle regioni occupate dall'uomo intero. Una di queste regioni è quella della sessualità. " (La trasmigrazione di Timothy Archer)
  • "Il semplice fatto che qualcosa appaia inevitabile non dovrebbe indurci ad accettare supinamente." (La trasmigrazione di Timothy Archer)
  •  "Si sentiva oppressa da un peso che la tagliava fuori dal futuro e le precludeva qualsiasi opportunità che avrebbe potuto in precedenza contenere." (Cacciatore di androidi)
  • "Ma a un androide non si può far niente, perché se ne strafregano." (Cacciatore di androidi)
  •  "Kipple, sono tutti gli oggetti inutili, come una bustina di fiammiferi dopo aver usato l'ultimo fiammifero, o una fascetta gommata, o il giornale omeopatico del giorno prima. Quando non c'è nessuno in giro, il kipple si riproduce. Per esempio, se vai a letto lasciando in giro del kipple, la mattina dopo, quando ti svegli, ce n'è il doppio. E diventa sempre di più." (Cacciatore di androidi)
Altri articoli Kipple su Philip K. Dick:

La realtà redazionale Kipple


Piccolo post di colore (nemmeno troppo) per raccontarvi una delle realtà di Kipple Officina Libraria: è una casa editrice multimediale che ha la sua redazione sparsa un po' per l'Italia e non solo, perché si divide tra Torriglia, Milano, Livorno, Genova, Roma e anche Malta. Un piccolo impero (perdonate il lazzo) che fa il suo lavoro in Rete e che della Rete si nutre, proponendovi realtà Fantastiche e SF del tutto particolari, perché della particolarità in quest'editrice se ne fa vocazione. Continuate a seguirci, siamo in crescita.

L'esperienza religiosa di Philip K. Dick in un fumetto

Nel 1974, Philip K. Dick ebbe delle esperienze mistiche molto intense, che descrisse in dettaglio nei suoi diari recentemente pubblicati nel volume The Exegesis of Philip K. Dick. Alcuni hanno attribuito le esperienze mistiche dell'autore californiano a degli squilibri psico-emotivi, forse alimentati dall'uso di droghe come l'LSD; altri credono che Dick - così come altri artisti, filosofi e mistici in epoche passate - abbia davvero avuto un insight nella natura più profonda della realtà. È difficile stabilire quale sia la verità, ma in ogni modo le esperienze trascendentali di Dick rimangono alquanto affascinanti.
Robert Crumb è uno fra i più rinomati fumettisti statunitensi. Il suo stile particolare, le sue immagini grottesche e irriverenti, lo hanno reso un punto di riferimento per molti artisti emergenti. Crumb, affascinato anch'esso dalle esperienze di Dick, scrisse un fumetto che, con particolare bravura e intensità, narra proprio queste vicende che hanno segnato la vita dell'ormai celeberrimo scrittore di fantascienza.
Seguono le tavole del fumetto, scritte in inglese:


Esce literazione 18 di NeXT, il bollettino connettivista: I, NeXT


http://hyperhouse.wordpress.com/2014/01/12/esce-next-iterazione-18-i-next/

E' uscita la 18esima iterazione di NeXT, il bollettino connettivista che, per questo numero, si affida alle illustrazioni di Francesco D'Isa e del suo graphic novel I.
Maggiori informazioni sono disponibili sul HyperHouse, qui sotto vi alleghiamo delle breve note estrapolate dal post; vi ricordiamo che è possibile scaricare il PDF dal sito Kipple al prezzo di 1 euro, mentre per le copie cartacee vi rimandiamo sempre al post di presentazionee alla mail per l'ordine: cybergoth@domist.net.
Iterazione di NeXT carica di riferimenti, questa, e di rimandi sottili a gran parte dello scibile umano e all’immaginario fantastico, uniti verso nuove consapevolezze che tutti, da queste parti, amiamo in ogni declinazione. L’accerchiamento di questo numero al concetto stesso che tutto è uno e che uno è tutto, che i connettivisti promulgano da tempo, è potente, senza frontiere e – so, non dovrei essere io a dirlo – con questo fascicolo di NeXT la pulsione verso un nuovo unito diviene evidente, lampante, conclamata.

Il bando del Premio Kipple 2014!



Kipple Officina Librariawww.kipple.it

Premio Kipple 2014

Kipple Officina Libraria bandisce per l’anno 2014
La VII edizione del Premio Kipple per il miglior romanzo di genere fantastico.


PREMIO KIPPLE

1) Sono ammesse solo le opere in lingua italiana inedite, mai pubblicate su carta, neppure parzialmente. I romanzi devono avere la lunghezza minima di 150 cartelle dattiloscritte e massima di 250 cartelle (per cartella s’intende, all’incirca, una pagina da 60 battute di 30 righe, cioè 1800 caratteri spazi inclusi).

2) Il contenuto deve essere SOLO ed ESCLUSIVAMENTE fantastico. Non saranno ammesse opere di fantasy o urban fantasy.
I generi ammessi sono:
- fantascienza (hard science-fiction, post-cyberpunk, steampunk)
- narrativa di anticipazione
- neo-noir (thriller e new weird)
- horror
Testi di qualsiasi altra natura NON verranno presi in considerazione.

3) È possibile partecipare con più opere.

4) La quota di partecipazione è fissata in 15 € per ogni opera, da accreditare entro il 30 giugno 2014
sul conto corrente postale n° 43103274 con causale “Premio Kipple 2014”
oppure tramite bonifico con le coordinate bancarie:
IBAN IT95W  07601 01600 000043103274 intestato a Gianluca Cremoni
con causale “Premio Kipple 2014”

5) La scadenza è fissata per il 30 giugno 2014.

6) I romanzi devono essere spediti in allegato all’indirizzo: kol@kipple.it
indicando nel titolo dell’e-mail “Premio Kipple 2014”.
Nel corpo della mail dovrà essere presente: il Titolo (o i titoli) dell’opera, l’Autore e la dicitura: “dichiaro che l’opera allegata non deriva da plagio e di essere in possesso di tutti i diritti ad esso connessi; ai sensi del d.lgs. 30 giugno 2003 n.196”, “acconsento al trattamento dei dati personali da me forniti”.
In allegato dovrà esserci il testo salvato come “titolo opera” di “nome autore” (con nome dell’autore, il titolo dell’opera e un indirizzo email sul frontespizio della prima pagina) e deve essere presentato SOLO in formato elettronico .doc, .rtf, .odt o .docx e, sempre in allegato, la ricevuta del pagamento.

7) Il vincitore del Premio avrà diritto alla pubblicazione del romanzo in formato digitale nella collana “eAvatar”, e rimarrà in possesso dei diritti cartacei; il formato eBook sarà distribuito su tutti i portali on-line quali Kobobooks, IBS, Mediaworld, Unilibro, LaFeltrinelli, Biblet, Bol, Bookrepublic, ecc., su Amazon IT, US, UK, DE, FR, ES, JP, CA, IN, MX,  e AppleStore (iTunes).
L’autore riceverà un regolare contratto editoriale entro la fine del 2014.

Riepilogo:
Lunghezza: min 150 max 250 cartelle
Scadenza: 30 giugno 2014
Invio a: kol@kipple.it in formato .doc, .rtf, .odt o docx.
Quota di partecipazione: 15 € ogni romanzo

I 5 consigli di scrittura ispirati a Haruki Murakami

La narrativa di Haruki Murakami funge da ponte fra la cultura occidentale e quella giapponese. Culture per certi versi molto diverse fra loro ma che, come l'autore giapponese dimostra nei suoi romanzi, hanno in realtà tanti punti in comune. Proprio per questo, molti sono i suoi fan anche qui in Europa. 
Quelli che seguono sono i consigli di scrittura basati sui romanzi di Murakami e in modo particolare sulla sua ultima fatica 1Q84, apparsi originariamente su Galleycat, il sito americano sulla publishing industry, e tradotti poi da GraphoMania:

Scrivere con cura e semplicità: "Mentre la scrittura è ingannevolmente semplice, una più stretta lettura ha rivelato che era in realtà calcolato e organizzato con grande cura."

Modificare tutte le parole inutili: "Nessuna parte di esso è stato sovrascritto, ma al tempo stesso non manca nulla di tutto ciò che il romanzo aveva bisogno."

Focus sulle descrizioni letterali: "le espressioni figurative sono state mantenute al minimo, ma le descrizioni erano ancora vivide e riccamente colorate."

Toccare temi oscuri: "Un buio pervadeva lo stile peculiare del romanzo di... era come una favola per bambini favolosi, ma nascosto da qualche parte nel profondo aveva una forte corrente sotterranea."

Scrivi prosa musicale: "Soprattutto, lo stile del romanzo ha avuto un’ottima qualità musicale. Anche senza leggere ad alta voce, il lettore dovrebbe riconoscere la sua sonorità profonda."

Gli altri consigli di scrittura:

Kipple Officina Libraria: tempo di reboot

L'anno che si è appena chiuso ha segnato un momento particolarmente difficile per tutta l'editoria, e l'orizzonte si profila tuttora assai frastagliato. Per questo Kipple Officina Libraria affronta il nuovo anno con rinnovata energia, attuando anzi un sano reboot.
Siamo infatti lieti di comunicare ai nostri affezionati lettori l'ingresso di una new entry nella nostra piccola, ma agguerrita squadra, che si occuperà per Kipple della sezione marketing: l'effervescente Ksenja Laginja.
Ma questa è solo una  delle tante iniziative che stiamo approntando per questo neonato 2014: continuate a seguirci attraverso i nostri abituali canali – sito web, blog, social network – per scoprire cosa abbiamo in serbo per voi. 
Keep talking!



web site: www.kipple.it



twitter: @KipplePress

Il connettivismo in Romania

Grazie a Ettore Fobo, esce sulla rivista di letteratura internazionale Orizont Literar Contemporan, un articolo sulla poesia Connettivista, in italiano e rumeno (Poezia Conectivismului).
Per l'occasione vengono tradotti in rumeno tre brani connettivisti, di cui ne riportiamo due:

Zibor' (di Lukha B. Kremo)

Deşerturi şi roci metalice
radioactivitate şi creaturi adaptate
absenţe...
Mutilaţi rupţi perturbaţi
loviţi distruşi dezintegraţi
- resturi de om şi tehnologie.
Consumaţi teşiţi arşi
modificaţi pierduţi perverşi
- resturi de om şi chimie.
Supravieţuire de lupte
şi androizi fugari


în suburbii neconoscute
şi combinaţii defiinţe
monstruoase şi autodistructive.

Toamna (di Giovanni De Matteo)

Se emană din câmpurile goale,


spărgându-se de coaste şi văi
suspinul obosit de toamnă.
Ecouri îndepărtate reverberează.
de-a lungul drumurilor vechi,
Linii ascunse trasate în pădure.
Şi din pietrele uituce
în cor se înalţă învăluitoare
melodiile pierdute ale morţilor.

Uno dei racconti di fantascienza più brevi mai scritti. Firmato: Arthur C. Clarke.

La scorsa settimana abbiamo parlato di Fredric Brown e della sua narrativa breve, spesso brevissima. Ma Brown non fu il solo ad adoperare con successo questo stile narrativo.
Grazie al sito Letters of note, che pubblica le lettere di personaggi famosi, uno dei racconti di fantascienza più brevi mai scritti è venuto alla luce. E porta la firma illustre di Arthur C. Clarke.
Segue la traduzione del brevissimo testo "SiseneG" accompagnato dalle immagini originali del documento.

SiseneG di Arthur C. Clarke

E Dio disse: ELIMINA linee da Uno ad Aleph. CARICA. ESEGUI. E l’universo cessò di esistere. Poi ci rifletté per alcuni eoni, sospirò, e aggiunse: CANCELLA. Non è mai esistito.





Altri articoli Kipple su Arthur C. Clarke:

Il passato, il presente e il futuro del fumetto (e non solo): Kipple intervista il cofondatore di Electric Sheep Comics Alessandro Napolitano


Ciao Alessandro. È un piacere averti ospite sul blog di Kipple. Ti andrebbe di presentarti per chi non ti conoscesse ancora?

Ciao Roberto, lasciami ringraziare te, Kipple Officina Libraria e quanti vorranno leggere la nostra chiacchierata. Presentarsi e farlo in modo che non risulti noioso è difficile. Mi sento di dire che sono una persona molto curiosa, forse è proprio questo aspetto che mi ha portato ad amare i libri. Molti pensano che mi senta a mio agio in mezzo alla gente, forse perché vedono la facilità che ho nel mettere in contatto persone, alimentare collaborazioni e cose di questo tipo. In realtà sono una persona introversa e schiva per certi aspetti. Chi mi frequenta stenta a crederlo, ma è assolutamente così. Per fortuna non sono qui per parlare solo di me, ma ho l’onore di rappresentare un gruppo fantastico di ragazzi che sotto il nome di Electric Sheep Comics (ESC per gli amici) hanno dato vita a un laboratorio virtuale, un progetto incentrato sulla produzione e selezione di Graphic Novel. E non solo!

Com'è nato Electric Sheep Comics?

ESC nasce da un fitto giro di Email, scambiate durante la pasqua del 2012, tra me, Roberta Guardascione, Riccardo Iacono e Claudio Fallani. Mi ricordo che pensammo di creare un gruppo ispirato alle band rock, all’energia e alla complicità che queste realtà sanno scatenare e alimentare. Con questa voglia sfrenata avremmo percorso le vie del web mostrando le nostre graphic novel. In quattro sarebbe stato più facile digerire i “no” che inevitabilmente si sarebbero accumulati quando si ha a che fare con editori e pubblicazioni, ma sarebbe stato anche più soddisfacente festeggiare insieme i “sì”, frutto di piccoli e meritati successi. Muoverci in gruppo ci avrebbe garantito maggiore visibilità perché ognuno di noi si sarebbe impegnato a fare conoscere la nostra iniziativa. E così è stato. La graphic novel era il giusto strumento da usare, visto che io e Claudio abbiamo fatto qualche esperienza editoriale con dei racconti, mentre Riccardo e Roberta sono degli artisti del disegno. Ok, mi cazzieranno. Diranno che ho esagerato con “artisti”, ma tu lascia scritto così perché è la verità.
Ancora una cosa: ESC è nata anche grazie all’esperienza che abbiamo fatto sul sito letterario BraviAutori.it e alle capacità del suo webmaster, Massimo Baglione, di concedere a tutti gli utenti gli strumenti per crescere e migliorarsi.

Prendendo in considerazione anche le nuove tecnologie, come vedi il futuro del fumetto in Italia?

Il futuro del fumetto in Italia verrà stabilito dai suoi lettori. Uno zoccolo duro, affezionato all’odore delle copertine plastificate e a quello della carta, tra cui me, non rinuncerà mai alla soddisfazione di sfogliare un libro. Le innovazioni, faccio riferimento soprattutto a quelle “virtuali”, ci concederanno sempre maggiori strumenti per usufruire del prodotto fumetto. I nostri figli me li immagino a leggere graphic novel mentre queste si animano e parlano dagli schermi di un tablet. Cosa che in parte già accade. Nulla di sbagliato, si tratta pur sempre di progresso. Io però mi tengo stretto l’odore della carta, insieme a quello della colla dietro le figurine, il cofanetto di Happy Days e una sana nostalgia del Subbuteo.

Quali sono a tuo parere i fumetti più importanti che hanno marcato la storia del genere e perché?

Ho girato la domanda ad alcuni collaboratori di ESC, affinché la risposta possa essere più completa possibile. Ecco cosa ne è uscito: Roberta Guardascione mette l’accento su Crepax e Pratt, capaci di rivoluzionare il modo di concepire i fumetti. Prima di questi autori i comics erano destinati solo all'intrattenimento giovanile, poi, con "Una ballata del mare salato”, il fumetto si è innalzato a letteratura ed è diventato intellettuale e per adulti. Tiziano Sclavi è stato il genio che attraverso il “citazionismo” di Dylan Dog ha reso ogni albo della serie una piccola enciclopedia, capace di aprire nuovi mondi in fatto di libri, film e musica. Forse ha permesso a un’intera generazione di diventare più interessante, e magari l’ha anche migliorata.



Roberto Napolitano ci ricorda la serie “Splatter”, pubblicata alla fine degli anni ’80 e conclusa pochi anni più tardi a causa di alcune censure. Splatter ha visto autori emergenti come Brindisi, De Angelis, Ferrandino, Mari e Soldi; ha contribuito allo sviluppo di un genere che in seguito, con toni più soft e senza rischiare denunce, si è radicato nella cultura italiana attraverso personaggi come Dylan Dog. Importante sono stati Spiderman e Topolino; il primo per avere divulgato l’idea/sogno di un’America dove tutto è possibile e il secondo per avere ceduto a una narrazione semplice e lineare, definendo stereotipi di personaggi molto caratteristici come l'avaro, l'attaccabrighe ecc. Ancora Mc Farlain e il suo Spawn, dove la generazione degli anni ‘90 ha scoperto i disegni gotici con i suoi caratteristici tratti schizofrenici. Roberto mette l’accento su James O' Barr. “Il Corvo” ha evidenziato le potenzialità che una Graphic Novel ha di esprimere gli orrori intimi del proprio autore. Impossibile non citare The Walking Dead, dove per la prima volta la parte centrale di un fumetto è stata il rapporto tra i personaggi e le dinamiche del gruppo, a prescindere dai protagonisti stessi. Valerio Mezzanotte ha sottolineato l’arte di Sin City di Miller, Conan di Bushema, The Kingdom Come di Alex Ross, Il Gioco di Manara, Ken Parker di Milazzo, Corto Maltese di Pratt e Blueberry di Giraud; mentre Filippo Ferrucci ci invita a non dimenticare l’importanza e la diffusione che caratterizza il genere Manga: Dragon Ball, Akira e Berserk.

Quali errori dovrebbe evitare il fumettista esordiente?

Vogliamo proprio specificare “fumettista”? Per me possiamo lasciare la sola parola “esordiente”. In qualsiasi campo. Io ho 42 anni (42, già, la risposta fondamentale sulla vita…), lavoro da quando ne ho 19 e un’idea me la sono fatta. Qualsiasi esordiente dovrebbe evitare di essere pretenzioso e imparare come l’umiltà è capace di essere un’arma micidiale se ben usata. E bisognerebbe tenersi lontano dalla fretta, cosa che un ragazzo giovane, spesso, proprio non riesce a fare. Per l’esperienza personale che ho maturato, tenere a debita distanza questi due flagelli la considero già la metà dell’opera.

Mi sembra di capire che ESC non si limiterà esclusivamente ai fumetti. In quali altri aree si espanderanno le attività del laboratorio virtuale?

Grazie a Claudio Fallani e Riccardo Iacono, ESC si è aperto alla cinematografia e alle serie televisive. Claudio ci ha permesso di produrre insieme all’associazione culturale ESSI GIRANO il corto “La lunga notte di Victor Kowalsky”, tratto da un racconto dello stesso Claudio. “Victor” è stato presentato il 12 dicembre nella sua prima nazionale all’Uci Cinema di Campi Bisenzio (FI), ottenendo la soddisfazione di vedere la sala stracolma! Il corto è iscritto alla selezione per il Film Festival di Berlino e nelle prossime settimane sapremo se potrà partecipare all’importante kermesse. Riccardo ha permesso a ESC di diventare partner della serie Funk-azzisti prodotta da Icaroff ed Ecoframes. La serie, scritta tra l’altro anche da Riccardo, vedrà un montaggio di 12 episodi per la tv e un adattamento per il web.

Cosa ha fatto fino a oggi Electric Sheep Comics per le graphic novel e fumetti in genere?

Insieme alle Edizioni Il Foglio abbiamo dato vita a una collana interamente dedicata alle graphic novel. Si chiama ESC – Collection e prevede solo lavori in bianco e nero. Per la collana selezionano anche le graphic novel che arrivano dall’esterno. Non ci sono preclusione per alcun genere narrativo, guardiamo alla qualità dei disegni e alla profondità della storia. Sono due i titoli pubblicati: Touch & Splat, scritto da Alessandro Cascio con i disegni di Alessandro Buffa e la prefazione di Ernesto Gastaldi; Blood Washing, scritto da Claudio Fallani, Alessio Ottaviani e Alessandro Napolitano con i disegni di Roberta Guardascione, Sascha Ciantelli, Riccardo Iacono, Valerio Mezzanotte e Andrea Palloni. Blood Washing, con le oltre 250 copie vendute nei primi dieci giorni di pubblicazione, ci ha aiutato a dare impulso al nostro progetto.
ESC è impegnato anche nella selezione di fumetti per la rivista bimestrale del fantastico Terre di Confine. Siamo al secondo numero e la risposta dei lettori è soddisfacente. Per quanto il tempo ce lo permette, cerchiamo di partecipare con i nostri contribuiti ad altre riviste che ospitano graphic novel. È successo per POLVERE, pubblicata sul N° 6 di Knife (Nero Press) e LUNARIS (vincitore del Premio Cometa 2013), apparso sul N°14 di Skan Magazine.

Ti andrebbe di parlarci dei progetti futuri di ESC?

Apriamo un mondo. Rispondendo a questa domanda ci accorgiamo di come il progetto ESC stia ingranando. Per il 2014 sono in lavorazione tre graphic novel, tutte per le Edizioni Il Foglio. Si tratta di uno Steampunk nato dalla fantasia di Polly Russell e disegnato dalle matite di Roberta Guardascione per un connubio tutto al femminile e al vapore! La seconda è una Sci-Fi scritta da un certo Roberto Bommarito (autore di dubbie qualità al quale è giusto dare una chance… Rido a crepapelle) e disegnato da Marzio Mareggia. La terza è una graphic novel in collaborazione con la collana Demian (sempre Il Foglio) scritta e pensata dal mitico Federico Guerri e Alessandro Napolitano (quest’ultimo autore di ancora più dubbia qualità, per le quali le chance sono finite… Ti ho anticipato la battuta!) e disegnata da Claudia Giuliani, una giovane artista di cui sentiremo parlare i futuro. Continuerà la collaborazione con Terre di Confine, dove proporremo fumetti di disegnatori emergenti, capaci da subito di sbalordire per il loro stile. Lavoreremo con la neonata rivista “Cronache di un sole lontano” diretta da due guru come Sandro Pergameno e Tiziano Cremonini. In cantiere ci sono il prequel di Blood Washing e una collaborazione con gli amici di Nero Press che farà saltare sulle sedie tutti gli amanti di… Non ve lo dico.
In giugno inizieranno le riprese di un film, Ritratto di famiglia, genere horror, nato dalla sceneggiatura di Claudio Fallani e Alessandro Napolitano con la regia di Tommaso Sacchini. Ancora un progetto, forse il più importante di tutti: resteremo vigili e con gli occhi bene aperti, pronti a cogliere l’occasione giusta per aiutare il nostro movimento a crescere.

Prima di lasciarci ti andrebbe di segnalarci i siti attraverso i quali è possibile seguire le attività di ESC?

La nostra casa nel web si trova all’indirizzo www.escomics.com. Siete tutti invitati a prendere un caffè in nostra compagnia. Abbiamo inoltre una pagina facebook a cui teniamo molto e facciamo in modo di aggiornare con anticipazioni, tavole in anteprima e notizie dal mondo dei fumetti. Fra quelli che metteranno MI PIACE alla pagina di ESC, che potete raggiungere cliccando qui, a fine gennaio verranno selezionati 3 fortunati vincitori che otterranno una copia elettronica gratuita della graphic novel Blood Washing. Chiunque volesse mettersi in contatto con noi può farlo scrivendo a: electricsheepcomics[at].com

Grazie mille per l'intervista, Alessandro, e un grosso in bocca al lupo per tutti i tuoi e vostri progetti!

Crepi il lupo! Grazie a te e a Kipple per averci concesso questo spazio. Buon ELETTRICO 2014!



Le altre interviste di Kipple:


Archivio